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Internet e fedeltà violata

Attenzione, anche una relazione platonica via web, per la legge è considerata tradimento.

Nell’era delle chat e dei social network una nuova fattispecie si è inserita tra i motivi per cui si viene meno all’obbligo di fedeltà coniugale, stabilito per legge: è il caso della relazione extraconiugale tramite internet. Anche se fisicamente non avviene contatto tra i naviganti, e quindi non si consuma un adulterio vero e proprio, se il rapporto platonico instaurato via web va oltre la semplice amicizia e si configura come legame sentimentale o di desiderio fisico, per la Cassazione si considera violato il rapporto di fedeltà.

Il tradimento infatti viene inteso come tradimento del rapporto di fiducia alla base del rapporto coniugale, e una relazione via etere lede la dignità e l’onore del coniuge offeso.
Viene perciò assunto a tutti gli effetti come motivo per chiedere la separazione, sempre che il coniuge “fedifrago” non provi che la relazione online non fosse la causa della rottura del matrimonio ma l’effetto di un pregresso sgretolamento del rapporto coniugale.

Ricordiamo che per legge il diritto alla fedeltà del proprio coniuge è inderogabile, così come tutti i diritti derivanti dal contratto del matrimonio.

Per provare l’infedeltà sono ammessi i messaggi trovati sui dispositivi tecnologici del coniuge, che non può appellarsi alla violazione della privacy.

Il coniuge ritenuto colpevole non potrà chiedere, in sede di separazione, l’assegno di mantenimento anche se ha un reddito inferiore all’altro coniuge e dovrà probabilmente, qualora il coniuge offeso ne faccia domanda, risarcire l’ex marito/moglie per il danno morale arrecato, se viene provata la lesa dignità personale e decoro.