Non basta il divario economico tra coniugi per il riconoscimento dell’assegno divorzile

Il Tribunale di Treviso accogliendo i principi della SU del 2018, nega l’assegno di divorzio alla moglie anche in presenza un notevole divario economico Non ha diritto all’assegno di divorzio la ex moglie che è rimasta sposata per dieci anni e che non ha contribuito ad accrescere il patrimonio della famiglia. Non provato infine che la decisione di lasciare il lavoro sia stata condivisa dal marito. Questa la decisione presa dal Tribunale di Treviso nella sentenza 08.01.2019, dopo aver fornito una motivazione articolata e complessa, in cui ha dato risalto alla SU della Cassazione del 2018, che senza negare la natura composita dell’assegno di divorzio, compresa quella assistenziale, ha tuttavia negato che il solo divario economico esistente tra i coniugi rappresenti la ragione unica e fondante per il riconoscimento dell’assegno divorzile. Prima di tutto, l’evoluzione giurisprudenziale degli ultimi due anni ha condotto, a causa dei contrasti insorti sulla natura dell’assegno di divorzio, alla pronuncia a Sezioni Unite n. 18287/2018, che ha definito l’art 5 comma 6 della legge sul divorzio n. 898/1970 norma autosufficiente, non essendo necessario ricercare i criteri per valutare l’adeguatezza dei mezzi all’esterno di essa. Di conseguenza i criteri indicati nella norma devono essere tenuti in considerazione dal Giudice in posizione equi-ordinata. In relazione alla natura giuridica dell’assegno divorzile, la Suprema Corte, superando la tesi della funzione eminentemente assistenziale posta dalle Sezioni Unite del 1990 a fondamento del loro pensiero, ha specificato che allo stesso – deve attribuirsi una funzione assistenziale ed in pari misura compensativa e perequativa.