NIENTE MANTENIMENTO AL CONIUGE CHE HA INSTAURATO UNA STABILE CONVIVENZA

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Se durante la separazione il coniuge instaura una stabile continuativa convivenza con un nuovo partner, viene meno l’obbligo di assistenza materiale da parte dell’altro coniuge e quindi il diritto di assegno. Questo è il principio stabilito dalla Corte di Cassazione con ordinanza nu. 34278/2023. I giudici si sono soffermati sull’esame dei provvedimenti diretti e regolar rapporti economici tra i coniugi in regime di separazione, affermando che gli stessi comportano la possibilità di adeguare l’ammontare del contributo al variare nel corso del giudizio delle loro condizioni patrimoniali o reddituali. Eventualmente di modularne anche la misura secondo diverse decorrenze riflettenti il verificarsi di dette variazioni. Conseguentemente giudice, nel rispetto del principio di disponibilità e di quello della domanda, è tenuto a considerare l’evoluzione delle condizioni delle parti verificatesi durante il giudizio. Rientrano in tali mutamenti anche l’instaurazione di una stabile convivenza di fatto, poiché attraverso la stessa il coniuge avente diritto alla corresponsione dell’assegno può contare anche sulle risorse economiche del nuovo partner, posto che in questo caso si presume che le risorse economiche vengono messe in comune, salva prova contraria. Occorre, ad ogni modo, preventivamente accertare che si tratti di una relazione non solo affettiva ma di un rapporto stabile continuativo, ispirato al modello solidale che connota il matrimonio, che non necessariamente deve sfociare in una stabile coabitazione, purché sia rigorosamente provata la sussistenza di un nuovo progetto di vita dello stesso beneficiario con il nuovo partner, dal quale discendono reciproche contribuzioni economiche, gravando il relativo onere probatorio alla parte che neghi diritto all’assegno. Ciò in quanto, in tema di diritto assegno, è principio consolidato che, qualora sia instaurata una stabile convivenza tra un terzo e l’ex coniuge, viene meno la componente assistenziale all’assegno divorzi.