Prova testimoniale

Il Tribunale di Fermo in materia di prova testimoniale circa i capitoli di prova contenenti le parole “vero che” gli ha dichiarati inammissibili in quanto contenenti la locuzione “Vero che”-
Ha stabilito un principio che potrebbe essere così massimato: “tutti i capitoli di prova orale nei quali l’esposizione dei fatti sia preceduta dalla locuzione vero che devono essere dichiarati inammissibili, per contrasto con il divieto di domande suggestive di cui alla norma dell’articolo 499 del codice di procedura penale, applicabile al processo civile”.
In pratica ritiene di applicare al processo civile una norma penale ritenendo altrimenti la domanda suggestiva.
Divieto in realtà mancante nel processo civile.
Il problema di cui il Tribunale non sembra avvedersi è però costituito dalla diversità evidente delle modalità di acquisizione della prova orale nei due tipi di processo.
In materia occorre avere riguardo all’art. 253 c.p.c. che, a differenza del processo penale (cfr. art. 498 c.p.p.), dispone che solo il giudice può rivolgere domande ai testimoni.
Le parti in causa nel processo civile possono rivolgere domande ai testimoni solo con l’autorizzazione del giudice.