Va tutelato il diritto del minore a conservare i legami affettivi anche con soggetti non consanguinei (sent. Trib. Como 13.03.2019)

Il minore deve essere tutelato ex art.333 c.c. dalle conseguenze pregiudizievoli, per la sua crescita, del conflitto coniugale, che rischia di allontanarlo, una volta disgregato il nucleo familiare, dalla figura del “genitore sociale”, atteso l’interesse dei minori alla stabilità dei legami affettivi con le persone con cui hanno vissuto e alla costituzione di uno stato giuridico corrispondente al rapporto di fatto consolidato nel tempo.  L’idoneità genitoriale va valutata anche con riferimento alla capacità di preservare al figlio la continuità delle relazioni parentali attraverso il mantenimento della trama familiare, al di là di egoistiche considerazioni di rivalsa genitoriale. [Nel caso di specie, la madre aveva fatto accertare la non paternità biologica del marito; il tribunale, anche in considerazione dell’esigenza di tutela del legame affettivo della minore con il padre – indipendentemente dalla consanguineità – ha disposto la collocazione prevalente della bambina presso il padre.]